PILL n. 04–2024

20/02/2024

Aggiornati da Banca d’Italia, CONSOB e IVASS i criteri per l’applicazione del divieto di interlocking nel settore finanziario

R. Ferretti, A. Santoro

In data 16 febbraio 2024 la Banca d’Italia, la CONSOB e l’IVASS, d’intesa con l’AGCM, hanno pubblicato una comunicazione con la quale hanno aggiornato i criteri – emanati nel 2012 e già aggiornati nel 2018 – per l’applicazione del divieto di assumere cariche in intermediari in concorrenza tra loro nel settore finanziario (cd. divieto di “interlocking”) previsto dall’art. 36, d.l. n. 201/2011).

L’aggiornamento riguarda il metodo di calcolo del fatturato da considerare ai fini dell’applicazione della soglia di rilevanza dimensionale degli intermediari dove l’interessato ha assunto o intende assumere una carica (€ 30 milioni) e mira ad allineare i criteri di cui si è detto elle modifiche apportate dalla l. n. 118/22 alle modalità di calcolo del fatturato delle banche, degli intermediari finanziari e delle imprese di assicurazione rilevante per l’obbligo di comunicazione delle operazioni di concentrazione previsto nell’art. 16, comma 2, della l. n. 287/1990 (Legge antitrust).

Più precisamente, il legislatore del 2022 ha sostituito il precedente metodo di calcolo basato sulla dimensione dell’attivo patrimoniale delle banche e degli intermediari finanziari con un altro fondato sui proventi derivanti dalla gestione, assicurando così la coerenza tra la disciplina nazionale in materia e le previsioni del regolamento (UE) n. 139/2004, applicato dalla Commissione europea per la valutazione delle concentrazioni rilevanti a livello dell’Unione.

Tornando all’aggiornamento dei criteri, si segnala che questi stabiliscono ora che per fatturato ai fini dell’applicazione del divieto di interlocking si intende, per le banche e gli altri intermediari finanziari, la somma delle seguenti voci di provento, al netto, se del caso, dell’imposta sul valore aggiunto e di altre imposte direttamente associate ai suddetti proventi, risultante dall’ultimo bilancio approvato:

  • interessi e proventi assimilati;
  • proventi di azioni, quote ed altri titoli a reddito variabile, proventi di partecipazioni, proventi di partecipazioni in imprese collegate e altri proventi su titoli;
  • proventi per commissioni;
  • profitti da operazioni finanziarie;
  • altri proventi di gestione.

Come in precedenza chiarito dalle tre autorità di vigilanza, il divieto di interlocking si applica solo se il fatturato di entrambi gli intermediari dove il soggetto interessato ricopre o intende ricoprire una carica oltrepassa la soglia di rilevanza sopra indicata e, ovviamente, se gli intermediari svolgono attività in tutto o in parte in concorrenza tra di loro.

Le modifiche che precedono rilevano per le cariche assunte o rinnovate dopo il 16 febbraio 2024.

Il testo integrale dell’aggiornamento è reperibile al seguente indirizzo: Banca d’Italia – Aggiornamento dei Criteri per l’applicazione del divieto di interlocking nel settore finanziario – 16 febbraio 2024 (bancaditalia.it).

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Avv. Roberto Ferretti

Avv. Roberto Ferretti

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