PILL n. 06–2024

16/04/2024

Operare in cripto-attività nell’era Micar

D. Varani, R. Canossa

Il 22 marzo 2024 si è conclusa la consultazione dello schema di Decreto Legislativo di adeguamento (da ora in poi il “Decreto”) della normativa nazionale alle disposizioni del Regolamento (UE) 1114/2023/ (c.d. MiCAR – da ora in poi “Regolamento”). Il Regolamento è applicabile dal 30 dicembre 2024, fatta eccezione per le norme riferite ai Token collegati ad attività (c.d. ART) e per i Token di moneta elettronica (c.d. EMT) che sono applicabili già dal 30 giugno 2024, data entro la quale gli Stati membri dovranno comunicare alla Commissione, all’EBA e all’ESMA le sanzioni e le altre misure amministrative adottate per l’attuazione del citato Regolamento.

In relazione a ciò ci si aspetta a breve l’emanazione del Decreto, che entrerà in vigore il giorno dopo la sua pubblicazione in GU. Di seguito una breve disamina delle principali novità del Decreto per gli operatori, riservandoci di tornare sulla materia con iniziative di approfondimento dei diversi aspetti innovativi che lo caratterizzano e che potrete seguire sul nostro sito e sui nostri canali social.

1. Prestazione di servizi per le cripto-attività

Regime transitorio per i Virtual Asset Service Provider (VASP)
L’art 44 del Decreto prevede che i prestatori di servizi “relativi all’utilizzo di valuta virtuale” e di “portafoglio digitale” (c.d. “VASP”) attualmente registrati presso la sezione speciale del Registro dell’OAM – Organismo Agenti e Mediatori – dopo l’entrata in vigore del Regolamento (30 dicembre 2024), possano proseguire l’attività ai sensi della disciplina attualmente prevista dal d.lgs. 141/2010, e dalle relative disposizioni attuative, solo se:

  1. siano iscritti nel registro OAM al 27 dicembre 2024 e in regola con la loro posizione presso l’Organismo; e
  2. abbiano presentato istanza di autorizzazione come CASP (Crypto-Asset Service Provider), in Italia (alla Consob) o in un altro Stato membro, entro il 30 dicembre 2024.

In tal caso, l’attività può proseguire per un periodo massimo di 10 mesi (ottobre 2025) o fino all’ottenimento dell’autorizzazione se anteriore. In caso di rigetto dell’istanza, è accordato un termine massimo di 60 giorni per consentire l’ordinata chiusura dei rapporti con la clientela italiana.

Per i soggetti che non intendano presentare un’istanza come CASP entro il 30 dicembre 2024, tale data rappresenta il termine al quale deve cessare la relativa operatività in Italia. Ne consegue che, entro la medesima data, tali soggetti devono provvedere alla risoluzione dei contratti in essere e alla restituzione ai clienti delle cripto-attività e dei fondi di pertinenza di questi ultimi, secondo le istruzioni impartite dai clienti medesimi.

Inoltre, il Decreto dispone che tutti i soggetti iscritti nel registro dell’OAM siano tenuti entro il 1° dicembre 2024 a comunicare ai clienti e a rendere noto via web come intendono conformare la propria operatività al Regolamento o, alternativamente, qualora non intendano presentare un’istanza di autorizzazione ad operare come CASP, come gestiranno l’ordinata chiusura dei rapporti in essere, specificando che l’attività svolta nei confronti dei clienti nelle more del rilascio dell’autorizzazione o della cessazione dell’operatività continua.

Infine, il Decreto prevede che l’obbligo di trasmissione dei flussi di dati in merito all’operatività attualmente previsto dall’articolo 17-bis, comma 3, del d.lgs. 141/2010, cessi di applicarsi a partire dal quarto trimestre 2024 (ossia con l’invio dell’ultimo flusso relativo al 2024) e sia sostituito dall’obbligo di conservazione delle medesime informazioni e dall’obbligo di renderle accessibili su richiesta da parte degli stessi soggetti oggi legittimati a richiederli all’Organismo.

2. Regime autorizzativo per la prestazione di servizi in cripto-attività da parte degli enti finanziari

La Consob e la Banca d’Italia sono le autorità competenti ai sensi del Titolo V del Regolamento e il regime autorizzativo vede le due Autorità suddividersi i compiti in relazione alle diverse tipologie di enti finanziari (cfr. di seguito). Una notazione, come si vedrà di seguito, riguarda le banche, le SIM (di classe 1 o diverse dalla classe 1), gli IMEL e le Società di gestione del risparmio che, in relazione ai servizi in cripto-attività esercitabili in base a quanto prescritto dall’art. 60 del Regolamento, possono trasmettere alla Banca d’Italia o alla Consob una comunicazione per l’inizio dell’operatività in cripto-attività in luogo della presentazione di un’istanza di autorizzazione all’Autorità competente. Posto quanto indicato nel regime transitorio per i CASP, gli enti finanziari potrebbero presentare le comunicazioni o le istanze di autorizzazione all’indomani della pubblicazione del Decreto e prima del termine di applicazione del Regolamento (30 dicembre 2024), posto che l’inizio dell’operatività sarà possibile dal gennaio 2025 e/o comunque dopo il decorso del termine della comunicazione o la concessione dell’autorizzazione all’operatività secondo il procedimento previsto nel Regolamento stesso per le diverse fattispecie.

2.1 Competenze Banca d’Italia

La Banca d’Italia riceve le informazioni di cui all’articolo 60, paragrafo 7, del Regolamento comunicate dalle banche, dalle SIM di classe 1, dagli istituti di moneta elettronica e dalle società di gestione del risparmio, tramettendo tempestivamente alla Consob copia della comunicazione ricevuta e dei documenti a essa allegati.

La Banca d’Italia, sentita la Consob, autorizza ai sensi dell’articolo 63 del Regolamento gli istituti di moneta elettronica alla prestazione di servizi per le cripto-attività non equivalenti a quelli al servizio di custodia e amministrazione di cripto-attività per conto dei clienti e servizi di trasferimento di cripto-attività per conto dei clienti in relazione ai token di moneta elettronica che emette, quando per l’attività di emissione di moneta elettronica, la prestazione di servizi di pagamento e le relative attività accessorie e strumentali, nonché la prestazione di servizi per le cripto-attività sopra menzionati, si sia costituito un patrimonio destinato ai sensi dell’articolo 114-quinquies, comma 4, del TUB, con le modalità e agli effetti stabiliti dall’articolo 114-quinquies.1, comma 5, e dall’articolo 114-terdecies del medesimo testo unico.

La Banca d’Italia, sentita la Consob, autorizza gli istituti di pagamento alla prestazione di servizi per le cripto-attività ai sensi dell’articolo 63 del Regolamento, quando per la prestazione di servizi di pagamento e le relative attività accessorie e strumentali si sia costituito un patrimonio destinato ai sensi dell’articolo 114-novies, comma 4, del TUB, con le modalità e agli effetti stabiliti dall’articolo 114-terdecies del medesimo decreto.

2.2 Competenze Consob

La Consob riceve le informazioni di cui all’articolo 60, paragrafo 7, del Regolamento, comunicate dai depositari centrali di titoli e dalle SIM diverse da quelle di classe 1. La Consob trasmette tempestivamente alla Banca d’Italia copia della comunicazione ricevuta e dei documenti a essa allegati.

La Consob riceve le informazioni di cui all’articolo 60, paragrafo 7, del Regolamento, comunicate dai gestori di mercati regolamentati e trasmette tempestivamente alla Banca d’Italia copia della comunicazione ricevuta dai gestori di sedi di negoziazione all’ingrosso di titoli di Stato e dei documenti a essa allegati.

La Consob, sentita la Banca d’Italia, autorizza ai sensi dell’articolo 63 del Regolamento le SIM diverse da quelle di classe 1 alla prestazione di servizi per le cripto-attività non equivalenti ai servizi e alle attività di investimento per cui è specificamente autorizzata.

3. Emissione di ART e EMT

Per quanto riguarda gli ART, il Decreto prevede, come detto, a partire dal 30 giugno 2024, che:

  1. la Banca d’Italia, sentita la Consob, autorizzi l’emissione, l’offerta al pubblico e la richiesta di ammissione alla negoziazione di token collegati ad attività (ART) da parte degli emittenti persone giuridiche (SpA, Srl, SAPA, e Società Cooperative) stabilite nell’Unione. La domanda di autorizzazione deve contenere le informazioni riportate all’art. 18 del Regolamento.
  2. gli Enti creditizi e le SIM di classe 1 che vogliono emettere, offrire al pubblico o chiedere l’ammissione alla negoziazione di ART, notifichino alla Banca d’Italia tale intenzione corredandola delle informazioni contenute nell’art. 17 del Regolamento e redigendo un White paper che deve essere approvato dalla stessa Banca d’Italia sentita la Consob. Invece, le SIM diverse da quelle di classe 1 dovranno affrontare un iter di autorizzazione per emettere, offrire al pubblico o chiedere l’ammissione alla negoziazione di ART.
  3. per gli IMEL, la Banca d’Italia, d’intesa con la Consob, autorizzi l’emissione, l’offerta al pubblico e la richiesta di ammissione alla negoziazione di ART, quando per l’attività di emissione di moneta elettronica, la prestazione di servizi di pagamento e le relative attività accessorie e strumentali, nonché per la prestazione di servizi per le cripto-attività di cui all’articolo 60, paragrafo 4, del Regolamento (vedi: servizi di custodia e amministrazione di cripto-attività per conto dei clienti; servizi di trasferimento di cripto-attività per conto dei clienti in relazione ai token di moneta elettronica emessi) sia costituito un patrimonio destinato.
  4. per gli IP, la Banca d’Italia, d’intesa con la Consob, autorizzi l’emissione, l’offerta al pubblico e la richiesta di ammissione alla negoziazione di ART, quando per l’attività di quando per la prestazione di servizi di pagamento e le relative attività accessorie e strumentali sia costituito un patrimonio destinato.

Con riferimento agli EMT, l’emissione, offerta al pubblico o richiesta di ammissione alla negoziazione, dal 30 giugno 2024, è riservata agli Enti creditizi e agli IMEL ai sensi dell’art. 48 del Regolamento. Il Decreto prevede, per questo tipo di Token, l’applicazione delle disposizioni contenute negli articoli 114-bis, commi 1 e 3, e 114-bis.1, comma 1 del TUB, salvo diversa previsione del Titolo IV del Regolamento. Mentre, agli IMEL che emettono EMT si applicano le disposizioni contenute negli articoli 114-quater, 114-quinquies, 114-quinquies.1, 114-quinquies.2, 114-quinquies.3 del TUB, nonché le relative disposizioni attuative, salvo ove diversamente specificato dal Titolo IV del Regolamento.

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Dott. Donato Varani

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