PILL n. 05–2024

05/03/2024

Si apre la stagione delle autorizzazioni per gli operatori in cripto-attività: emissioni e offerta di ART e EMT sotto il MiCAR (Pill 1)

A. Di Giorgio, R. Canossa

Premessa

La prossima entrata in vigore dei Titoli III e IV del Markets in Crypto-Assets Regulation (Reg. UE n. 1114/2023 o “MiCAR”) segna uno spartiacque per il mercato europeo e globale delle cripto-attività. Recentemente, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha pubblicato una “Consultazione pubblica sugli schemi di decreto legislativo di adeguamento della normativa nazionale ai regolamenti MiCAR e TFR sulle cripto-attività” [1] , che ha confermato e rinnovato l’importanza di questi temi per i legislatori nazionali e sovranazionali.

Gli operatori del mercato cripto sono già pronti a cogliere le nuove opportunità e ad affrontare le nuove sfide che il Regolamento reca con sé. In vista di questo appuntamento, Annunziata&Conso pubblica alcune pill, brevi documenti di consultazione, sugli step regolamentari da osservare per operare legittimamente nei settori oggetto del MiCAR. Più specificamente, questa prima pill si occupa del mercato delle stablecoin, mentre la seconda tratta dei prestatori di servizi in cripto-attività (cc.dd. “CASP”).

Il MiCAR e le stablecoin

Il MiCAR fornisce una disciplina strutturata delle cripto-attività, ossia di quelle rappresentazioni digitali di un valore o di un diritto che possono essere trasferite e memorizzate elettronicamente, utilizzando la tecnologia a registro distribuito (c.d. “DLT”) o una tecnologia analoga. L’interesse è, in questo momento, prevalentemente direzionato proprio alla disciplina delle stablecoin, dal momento che essa è applicabile a partire dal 30 giugno 2024 (mentre il resto del Regolamento è applicabile dal 30 dicembre 2024). È pertanto fondamentale, per tutti gli operatori interessati, conoscere gli step richiesti dalla normativa al fine di continuare o intraprendere l’operatività da luglio 2024.

Le stablecoin, particolari tipi di crypto-asset che mirano ad avere un valore stabile nel tempo, sono destinatarie di due interi Titoli (il terzo e il quarto) del Regolamento e si dividono in: a) token di moneta elettronica (o “EMT”), ossia un tipo di cripto-attività che mira a mantenere un valore stabile facendo riferimento al valore di una valuta ufficiale; e b) token collegati ad attività (o “ART”), i.e., un tipo di cripto-attività che non è un token di moneta elettronica e che mira a mantenere un valore stabile facendo riferimento a un altro valore o diritto o a una combinazione dei due, comprese una o più valute ufficiali.

Il Titolo IV del MiCAR è dedicato agli EMT. Esso prescrive che, per offrire al pubblico e ammettere alla negoziazione questo particolare tipo di cripto-attività, l’emittente deve essere un ente creditizio [2] o un istituto di moneta elettronica [3] , e deve notificare all’autorità competente (secondo lo schema di decreto del MEF, per l’Italia, la Banca d’Italia) e pubblicare un whitepaper sulle cripto-attività. Ciò vale anche per i soggetti che abbiano già emesso cripto-attività che si qualificano come EMT.

Previo consenso scritto dell’emittente, altre persone possono offrire al pubblico l’EMT o chiederne l’ammissione alla negoziazione, a patto che rispettino il divieto di concedere interessi e le disposizioni sulle comunicazioni di marketing.

Il MiCAR precisa, inoltre, che gli EMT sono considerati moneta elettronica, rendendo applicabili, salve deroghe, le relative normative ed esenzioni.

Gli emittenti di EMT notificano alla rispettiva autorità competente l’intenzione di offrire al pubblico tali token o di chiedere la loro ammissione alla negoziazione almeno 40 giorni lavorativi prima della data di inizio dell’attività.

Per quanto riguarda il contenuto del whitepaper, esso deve contenere, tra l’altro, informazioni riguardanti: a) l’emittente dell’EMT; b) l’EMT; c) l’offerta al pubblico o l’ammissione alla negoziazione dell’EMT; d) i diritti e gli obblighi connessi all’EMT; e) la tecnologia sottostante; f) i rischi connessi; g) i principali impatti negativi sul clima e su altri effetti negativi legati all’ambiente del meccanismo di consenso utilizzato per emettere l’EMT.

Una disciplina speciale, che prevede obblighi aggiuntivi, si applica agli emittenti di EMT significativi [4] .

In definitiva, un soggetto che voglia continuare o iniziare a emettere EMT, deve, in via prioritaria:

1) Qualificarsi come ente creditizio o istituto di moneta elettronica;
2) Redigere, pubblicare e notificare un whitepaper;
3) Rispettare le norme sulla moneta elettronica, in quanto applicabili;
4) Notificare l’intenzione di offrire al pubblico o ammettere alla negoziazione gli EMT;
5) Verificare se i token in oggetto siano EMT significativi e, in tal caso, rispettare gli ulteriori requisiti indicati dagli artt. 56-58 del Regolamento.
6) Prossimamente, rispettare gli eventuali obblighi aggiuntivi previsti dalla normativa nazionale.

Non dissimile, da un punto di vista formale, è la regolamentazione dell’emissione di ART, disciplinati dal Titolo III del MiCAR.

Anzitutto, esso prescrive che l’emittente deve essere una persona giuridica o un’impresa stabilita nell’Unione che ha ricevuto l’apposita autorizzazione dall’autorità competente del suo Stato membro d’origine (secondo lo schema di decreto legislativo del MEF, in Italia, la Banca d’Italia, d’intesa con la Consob); oppure un ente creditizio. Anche in questo caso, previo consenso scritto dell’emittente, anche altre persone possono offrire al pubblico un ART o chiederne l’ammissione alla negoziazione, a patto che agiscano in modo onesto, corretto e professionale nel migliore interesse dei possessori di token, osservino le norme relative alle comunicazioni di marketing, e non concedano interessi in relazione agli ART.

Gli enti creditizi possono offrire al pubblico ART solo se abbiano ottenuto l’approvazione (sic!) del whitepaper da parte dell’autorità competente e abbiano inviato alla stessa, almeno 90 giorni prima dell’emissione del token, una notifica contenente: i) un programma operativo che definisce il modello di business che l’ente creditizio intende seguire; ii) un parere giuridico secondo cui il token collegato ad attività non è assimilabile a una cripto-attività esclusa dall’ambito di applicazione del MiCAR, o a un token di moneta elettronica; iii) una descrizione dettagliata dei dispositivi di governance; iv) le politiche e le procedure cui fa riferimento il Regolamento; v) una descrizione degli accordi contrattuali con i terzi; vi) una descrizione della politica di continuità operativa; vii) una descrizione dei meccanismi di controllo interno e delle procedure di gestione del rischio; viii) una descrizione dei sistemi e delle procedure in atto a tutela della disponibilità, autenticità, integrità e riservatezza dei dati.

Per contro, le persone giuridiche o altre imprese che intendono offrire al pubblico ART o chiederne l’ammissione alla negoziazione presentano apposita domanda di autorizzazione all’autorità competente del loro Stato membro d’origine, che deve contenere le informazioni indicate dall’art. 18. Esse sono inoltre tenute a dare prova del rispetto dei caratteri di competenza richiesti all’organo e dei requisiti di onorabilità (questi ultimi applicati anche agli azionisti e soci qualificati).

Le autorità competenti che ricevono una domanda di autorizzazione valutano, entro 25 giorni dal ricevimento della stessa, se la domanda, compreso il whitepaper, comprende tutte le informazioni richieste. Entro 60 giorni dal ricevimento di una domanda completa, le autorità competenti valutano se l’emittente richiedente soddisfaccia i requisiti posti dal MiCAR. In seguito, le autorità competenti trasmettono il progetto di decisione e la domanda all’ABE, all’ESMA e alla BCE. L’ABE e l’ESMA, su richiesta dell’autorità competente ed entro 20 giorni dal ricevimento del progetto di decisione e della domanda, emettono un parere sulla loro valutazione del parere giuridico contenuto nella domanda di autorizzazione. La BCE e, se del caso [5] , la banca centrale dello Stato membro di riferimento, entro 20 giorni lavorativi dal ricevimento del progetto di decisione e della domanda, un parere sulla valutazione dei rischi connessi all’ART. Entro 25 giorni lavorativi dal ricevimento di tali pareri, le autorità competenti adottano una decisione pienamente motivata che concede o rifiuta l’autorizzazione e, entro cinque giorni lavorativi dall’adozione di tale decisione, la notificano all’emittente richiedente.

Il contenuto del whitepaper è prescritto dall’art. 19 e coincide in larga parte, mutatis mutandis, con quello previsto per gli EMT.
Specifici obblighi riguardanti, tra l’altro, doveri comportamentali, modalità delle comunicazioni di marketing, informazione continua, conflitti di interesse, dispositivi di governance etc.

Anche per gli ART, una speciale disciplina è assegnata ai token significativi (Capo 5, Titolo III).

In conclusione, un soggetto interessato a (continuare a o iniziare a) offrire al pubblico o ammettere alla negoziazione un ART di propria emissione deve:

a) Essere una persona giuridica autorizzata o un ente creditizio;
b) Redigere e pubblicare un whitepaper, che deve essere approvato dall’autorità;
c) Osservare gli obblighi di cui al Capo 2, Titolo III, MiCAR;
d) Verificare se gli ART siano significativi e, in tal caso, rispettare le prescrizioni contenute negli artt. 43-45.
e) Prossimamente, rispettare gli eventuali obblighi aggiuntivi previsti dalla normativa nazionale.

[1] Reperibile in https://www.dt.mef.gov.it/it/dipartimento/consultazioni_pubbliche/consultazione_micar.html.

[2] Quale definito all’articolo 4, paragrafo 1, punto 1, del regolamento (UE) n. 575/2013 e autorizzato a norma della direttiva 2013/36/UE.

[3] Come definito all’articolo 2, punto 1, della direttiva 2009/110/CE.

[4] Ossia a quei token di moneta elettronica per cui almeno tre dei seguenti criteri sono incontrati: a) il numero di possessori del token è superiore a 10 milioni; b) il valore dell’EMT emesso, la sua capitalizzazione di
mercato o l’entità della riserva di attività dell’emittente del token è superiore a 5 000 000 000 EUR; c) il numero medio e il valore aggregato medio giornalieri delle operazioni in tale token nel periodo pertinente sono rispettivamente superiori a 2,5 milioni di operazioni e a 500 000 000 EUR; d) l’emittente dell’EMT è un fornitore di servizi di piattaforma di base designato come gatekeeper a norma del regolamento (UE) 2022/1925 del Parlamento europeo e del Consiglio; e) la rilevanza delle attività dell’emittente del token su scala internazionale, compreso l’impiego dell’EMT per i pagamenti e le rimesse; f) l’interconnessione del token o dei suoi emittenti con il sistema finanziario; g) il fatto che lo stesso emittente emetta almeno un ART o EMT aggiuntivo e presti almeno un servizio per le cripto-attività.

[5] Ossia, se l’emittente richiedente è stabilito in uno Stato membro la cui valuta ufficiale non è l’euro, o nel caso in cui l’ART faccia riferimento ad una valuta ufficiale di uno Stato membro diversa dall’euro.

l'Autore

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Avv. Antonio Di Giorgio

Avv. Antonio Di Giorgio

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